L’emissione ad alta energia da parte delle stelle può avere un impatto importante sulle atmosfere dei pianeti. Per comprendere questo effetto a fondo, è necessario tenere conto di come questa emissione varia nel tempo. Negli ultimi anni, le stelle di piccola massa di classe spettrale M hanno assunto una notevole importanza nella ricerca e caratterizzazione degli esopianeti. Questo perché
Una collaborazione tra l’Inaf e l’Università di Palermo ha ottenuto nuovi risultati sull’evoluzione delle stelle giovani e dei meccanismi alla base della formazione stellare nella nostra galassia. Il metodo impiegato, sviluppato da un team interdisciplinare di astrofisici e statistici, si basa su una rete neurale. Lo studio è pubblicato su Plos One Determinare l’età delle stelle giovani – oggetti celesti
Una stella con sei pianeti di tipo terrestre e un’intensa emissione ai raggi X, che mostra una ciclicità di circa due anni e potrebbe avere un impatto significativo sulle proprietà dei pianeti e delle loro atmosfere. L’attività magnetica di una stella si manifesta attraverso una serie di fenomeni ad alta energia che producono radiazione nei raggi X e UV. Lo
Misurata la quantità di plasma tra 10000 e 30 milioni di gradi, responsabile dell’emissione di raggi UV estremi e raggi X a bassa energia, in un campione di stelle di tipo solare e a bassa massa. Le stelle di tipo solare (classi spettrali F, G, o K) e quelle di piccola massa (classe spettrale M) ospitano nella loro atmosfera
La corona del Sole è una struttura che si estende per diversi raggi solari ed è popolata da plasma a bassa densità e a milioni di gradi, molto più caldo di quello in fotosfera e cromosfera. Cosa riscalda il plasma coronale fino a temperature così elevate? Sembra che la causa sia una combinazione di complessi fenomeni di natura magnetica.
Una nuova stella potrebbe accendersi nel nostro cielo il prossimo anno, diventando visibile anche ad occhio nudo. Si tratta di T Coronae Borealis, una nova ricorrente che si trova a poco meno di 3000 anni luce di distanza tra noi. Una nova è un sistema caratterizzato da esplosioni periodiche accompagnate da improvvisi aumenti di luminosità. Si tratta di sistemi
Berkeley 59 è un ammasso stellare giovane, che sta attraversando una rapida espansione fortemente asimmetrica. Le stelle si formano tipicamente in gruppi o ammassi stellari che contengono da centinaia a migliaia di membri. All’interno di questi ammassi, le stelle non sono immobili, ma si muovono seguendo traiettorie determinate dalla gravità complessiva del sistema (ossia dal potenziale gravitazionale dell’ammasso) e
Grazie alla campagna osservativa Gaia-ESO Survey, misurata la velocità di rotazione in 330 stelle di classe spettrale B in otto ammassi stellari nel complesso della Carena. Le stelle ruotano su se stesse. Alcune, come ad esempio le stelle giovani, ruotano molto rapidamente, con periodi di rotazione anche di uno o due giorni. In altri casi, come per le giganti
Non è una stella, ma neppure un pianeta. Si tratta di un giovane oggetto celeste, misterioso e affascinante, che ha recentemente mostrato un comportamento straordinario, mai osservato prima in un oggetto della sua massa. Il suo nome è Cha1107-7626 e la sua scoperta segna una nuova tappa nell’esplorazione dell’universo. Un team internazionale di ricercatori, coordinato da Víctor Almendros Abad
Climatologia planetaria in condizioni estreme grazie alle osservazioni GIANO-B, HARPS-N ed ESPRESSO del gioviano caldo WASP-76b Tra i 6007 esopianeti confermati finora (22/09/2025) esiste una classe di pianeti assente nel Sistema Solare, ma fondamentale per studiare la fisica delle atmosfere planetarie in condizioni estreme:: i Gioviani ultra-caldi. Si tratta di giganti gassosi in orbite molto ravvicinate alla propria stella,