I brillamenti stellari possono contaminare le osservazioni realizzate durante i transiti degli esopianeti I brillamenti sono i fenomeni stellari di origine magnetica più spettacolari. Si innescano a seguito di improvvisi rilasci di energia da parte del campo magnetico che riscaldano il plasma stellare fino a milioni di gradi, creando enormi strutture ed emettendo radiazione in praticamente tutte le bande
Scoperto attorno ad una stella di tipo solare un pianeta di tipo sub-Nettuniano che avrebbe dovuto perdere la propria atmosfera Gran parte degli oltre 6000 esopianeti scoperti finora appartiene a due categorie non esistenti nel Sistema Solare: le super-Terre e i pianeti sub-nettuniani. Più che per la massa, queste due famiglie sono differenziate principalmente dai loro raggi, che mostrano
Misurate le proprietà del pianeta orbitante attorno alla stella giovane TOI-5734: un sub-nettuniano roccioso dalla densità simile a quella della Terra Nonostante gli oltre 6000 esopianeti scoperti finora, la nostra conoscenza dei processi di formazione planetaria risulta ancora limitata. Questo perché la verifica dei modelli teorici richiederebbe l’osservazione e la caratterizzazione di pianeti attorno a stelle molto giovani. La
Gli esopianeti orbitanti attorno a stelle giovani sono di grande interesse scientifico, poiché permettono di vincolare i modelli che descrivono la formazione planetaria e le prime fasi di evoluzione dei sistemi planetari. Inoltre, le stelle giovani sono tipicamente caratterizzate da un’intensa attività magnetica; questa produce un’abbondante emissione di radiazione ad alta energia che, incidendo sulle atmosfere dei pianeti, può alterarne
Grazie all’analisi dettagliata delle osservazioni ottenute con il satellite TESS della NASA, capace di produrre curve di luce stabili e ad altissima precisione (una curva di luce rappresenta la variabilità temporale dell’intensità della radiazione emessa da una sorgente), è stato possibile osservare per la prima volta delle oscillazioni quasi-periodiche, con un periodo di 70-100 minuti, nella stella di classe spettrale
Scoperta di due esopianeti attorno alla stella “povera di metalli” TOI-5788 Grazie all’analisi dei dati ottenuti dai satelliti TESS (NASA) e CHEOPS (ESA), insieme allo spettrografo HARPS-N del Telescopio Nazionale Galileo, un team di ricercatori guidato dall’astrofisico B. S. Lakeland (Università di Birmingham ed Exeter) ha scoperto e caratterizzato due esopianeti in orbita attorno a TOI-5788, una stella di
——————————————————————————————————————– Analisi di osservazioni TESS e HARPS permettono di confermare l’esistenza di un pianeta simile a Saturno orbitante attorno ad una stella associata all’ammasso stellare giovane IC 2602 ——————————————————————————————————————– Gli ammassi stellari non sono soltanto splendidi oggetti da fotografare e osservare al telescopio, ma rappresentano anche un’importante opportunità per lo studio dell’evoluzione stellare. Essi sono infatti composti da ricchi campioni
Un risultato intrigante, ottenuto grazie alla campagna osservativa realizzata con il satellite Kepler della NASA, è che i pianeti transitanti più comuni sono pianeti piccoli (con un raggio inferiore a 4 raggi terrestri) e con un periodo orbitale breve (inferiore a 100 giorni). In particolare, i pianeti più frequenti appartengono alle classi dei sub-nettuniani e delle super-Terre, due categorie assenti
Lo studio degli esopianeti in orbita attorno a stelle giovani, ossia con poche decine di milioni di anni, offre un’importante opportunità per comprendere le prime fasi dei processi evolutivi che plasmano l’architettura dei sistemi planetari. Tuttavia, tali osservazioni sono complicate dalla rarità delle stelle giovani rispetto a quelle più evolute, dal loro ambiente circostante, e dall’intensa attività magnetica di queste
Fino ad oggi (novembre 2023), abbiamo confermato la presenza di 5539 esopianeti in 4128 sistemi esoplanetari. Ciò implica che, nella maggior parte dei casi, è stato individuato un solo pianeta per ogni sistema esoplanetario. Questa situazione è principalmente una conseguenza delle attuali limitazioni tecnologiche e scientifiche, che rendono difficile rilevare pianeti di piccola massa a distanze di alcune unità astronomiche