Circa tredici anni fa, nel mese di gennaio 2010, si tenne presso l’Isaac Newton Group of telescopes (ING) il meeting “Science with the William Herschel Telescope 2010-2020”. Durante tale incontro si discusse dell’importanza di campagne osservative spettroscopiche a media ed alta risoluzione per ricerche in diversi campi dell’astronomia considerati strategici, dall’astronomia galattica a quella extragalattica. Quasi contemporaneamente, la Comunità Astronomica
Gli ammassi stellari sono un prodotto del processo di formazione stellare. Durante il collasso gravitazionale, le nebulose tendono infatti a frammentarsi, formando centinaia o migliaia di stelle. Le stelle formate all’interno di una nebulosa rimangono spesso legate l’un l’altra da un’intensa mutua attrazione gravitazionale per un periodo di tempo della durata tipica di alcune decine di milioni di anni, in quello che
Nonostante la sua importanza per lo studio dell’evoluzione di stelle e galassie, l’età delle stelle è sempre stata una proprietà elusiva. Infatti, misure affidabili dell’età delle stelle sono ristrette ad alcuni casi specifici. Tra i vari metodi usati per stimarla, come lo studio dell’abbondanza del Litio, della cinematica stellare, delle pulsazioni interne analizzate con l’asterosismologia, della rotazione o dell’attività magnetica,
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) Lo studio dei sistemi binari permette misure dirette di parametri stellari quali masse, raggi e luminosità, rivestendo un ruolo importante in vari campi dell’astrofisica quali evoluzione stellare ed archeologia galattica. Molti sistemi stellari multipli hanno separazioni angolari talmente strette da non essere risolti nelle immagini astronomiche. In questi casi, la
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) L’Osservatorio Astronomico di Palermo riveste un ruolo importante nella Gaia-ESO survey: un’ambiziosa survey spettroscopica pubblica che include osservazioni di più di 100000 stelle della Via Lattea, realizzate in più di 300 notti con lo spettrografo “Fibre Large Array Multi Element Spectrograph” (FLAMES) dell’European Southern Observatory. Nei prossimi anni le osservazioni del telescopio Gaia