Pressione dinamica o interazione mareale per NGC2276?
Lo studio delle galassie in gruppi e ammassi permette di analizzare a fondo l’importanza delle interazioni ambientali nell’evoluzione galattica e nei processi di formazione stellare. Tra i principali fenomeni ambientali che influenzano le proprietà delle galassie vi sono le collisioni, le interazioni mareali e la pressione dinamica. Le prime consistono nello scontro tra galassie diverse che, tipicamente dopo alcuni passaggi ravvicinati, si fondono in un unico oggetto. Le interazioni mareali sono invece la conseguenza dell’attrazione gravitazionale reciproca tra galassie che transitano a velocità relative moderate. La pressione dinamica si manifesta infine quando una galassia attraversa a velocità sostenuta il mezzo intergalattico (tipicamente composto da gas ionizzato ad alta temperatura).
Le osservazioni di gruppi e ammassi consentono quindi di quantificare l’impatto di questi fattori ambientali in relazione alle proprietà globali dell’ambiente in cui si trovano le galassie. In particolare, nei sistemi più vicini a noi è possibile risolvere spazialmente le conseguenze di tali effetti sulle singole strutture interne delle galassie stesse.
Un team di ricercatori guidato dall’astrofisico L. Matijević (Università di Zagabria e INAF – Osservatorio Astronomico di Padova) ha analizzato le osservazioni della galassia a spirale NGC 2276, la seconda per massa nel gruppo di NGC 2300, ottenute tramite il Galaxy Evolution Explorer (GALEX) e l’Hubble Space Telescope (HST). Situata a circa 95 milioni di anni luce da noi, NGC 2276 è celebre per la sua peculiare morfologia asimmetrica, con un lato nettamente compresso, e per la presenza di una lunga coda visibile in banda radio, estesa per circa 330000 anni luce. Queste caratteristiche possono essere il risultato dell’interazione mareale con NGC 2300 (il membro dominante del gruppo) oppure dell’effetto di pressione dinamica esercitato dal mezzo intergalattico circostante. Studi precedenti hanno stimato per questo mezzo una densità di circa , una temperatura di circa 10 milioni di gradi e una velocità relativa a NGC 2276 di quasi 970 km/s.
Combinando i dati osservativi con modelli di struttura galattica, i ricercatori hanno scoperto che la popolazione stellare di NGC 2276 con età superiore a 1.1 miliardi di anni è distribuita in modo uniforme nel disco, mentre quella più giovane presenta una marcata asimmetria, legata a un intenso tasso di formazione stellare pari a circa 12 masse solari all’anno. Questo contrasto dimostra che la recente evoluzione morfologica e stellare di NGC 2276 è guidata prevalentemente dalla pressione dinamica con il mezzo intergalattico, piuttosto che dalle forze di marea esercitate da NGC 2300.
Lo studio è descritto nell’articolo “The star formation history of NGC 2276: Comparison between spectral energy distribution modeling and hydrodynamical simulations“, pubblicato sulla rivista Astronomy & Astrophysics, con la collaborazione dell’astrofisica K. Anastasopoulou dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Palermo.
La figura mostra una ripresa di NGC2276 realizzata da Hubble Space Telescope