di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) La scoperta degli esopianeti gioviani caldi (pianeti di dimensioni gioviane in orbite molto strette attorno alla propria stella) ha rivoluzionato le teorie sul processo di formazione planetaria. E’ ancora argomento di dibattito se questi pianeti si siano formati nelle orbite attuali o a distanze maggiori dalla stella centrale, per poi migrare
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) La polvere interstellare e circumstellare svolge un ruolo importante in diversi processi astrofisici. Ad esempio, nei dischi protoplanetari: strutture che caratterizzano le stelle nella fase di pre-sequenza principale, tipicamente nei primi 10 milioni di anni di evoluzione, che sono il luogo della formazione planetaria. Infatti, anche se la massa dei dischi
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) Gli ammassi stellari sono dei preziosi laboratori per lo studio, sia teorico che osservativo, dell’evoluzione delle stelle. Infatti, ogni ammasso costituisce un campione di stelle, talvolta anche piuttosto ricco arrivando a contare migliaia di membri, con un’età ben precisa ed uno spettro di massa ampio. Sfortunatamente, però, determinare l’età di un
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) La scoperta degli esopianeti giovani caldi (ossia pianeti giganti gassosi con periodi di rotazione minori di 10 giorni) ha sconvolto la nostra idea sulla formazione planetaria. Simili pianeti, infatti, sono assenti nel Sistema Solare e richiedono dei meccanismi di formazione che non erano stati ipotizzati fino a quel momento. Le
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) Il Sistema Solare è particolarmente ordinato, con i pianeti rocciosi con un raggio minore di un raggio terrestre (R⊕) situati nella regione interna prossima al Sole, ben lontani dai pianeti gassosi con un raggio maggiore di 3.9 R⊕. Negli ultimi anni, però, lo studio degli esopianeti ci ha mostrato come i
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) Un’esplosione di supernova lascia due residui che possono essere osservati ed analizzati: mentre il nucleo della stella progenitrice si contrae fino a formare un oggetto compatto, la sua atmosfera viene proiettata nello spazio circostante formando un resto di supernova in rapida espansione. Quando interagiscono con con il mezzo circostante, i resti
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) A recent study by a team of researchers of INAF-Astronomical Observatory of Palermo, the University of Palermo, and the University of Madrid, recently published on the Astrophysical Journal, shows that enormous flares in the young stars in Orion are due to large magnetic loops connecting the stars and their protoplanetary disks,
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) Negli ultimi anni la famiglia di stelle con sistemi esoplanetari è cresciuta vertiginosamente grazie a missioni come Kepler, CoRoT, e strumenti come HARPS-N al Telescopio Nazionale Galileo, dedicati all’identificazione di esopianeti tramite il metodo dei transiti e delle velocità radiali. Questi studi hanno rivoluzionato la nostra conoscenza sugli esopianeti, hanno permesso
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) Lo studio della variabilità di stelle ed oggetti compatti può essere una diagnostica efficace per comprendere la loro struttura fisica. Ad esempio, proprietà come la presenza di regioni magneticamente attive sulla superficie delle stelle, pulsazioni, presenza di compagne non risolte, materiale circumstellare disomogeneo e variabile, sono proprietà che non possono essere
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) Con il termine “attività stellare” si intende una classe di fenomeni di natura magnetica nelle stelle, quali brillamenti e macchie. Esistono varie diagnostiche che permettono di misurare l’intensità dell’attività stellare, quali l’emissione di raggi X dalla corona o indici spettroscopici come l’indice R’HK che misura l’intensità di attività cromosferica. L’importanza di