Gli esopianeti con un raggio minore di 3 raggi terrestri presentano un ampio spettro di caratteristiche. Infatti, a questo gruppo appartengono sia pianeti sub-nettuniani a bassa densità, che pianeti ad alta densità di tipo terrestre o dalle caratteristiche più simili a Mercurio. Questa diversità fa supporre che pianeti di queste dimensioni, sebbene si siano formati in maniera simile, abbiano poi
Le super-Terre sono pianeti con un raggio compreso tra quello terrestre e quello nettuniano (circa 4 volte quello della Terra) ed un periodo di rotazione minore di 100 giorni. Sebbene questa tipologia di pianeti non sia presente nel Sistema Solare, essa appare essere comune nella Galassia. Le spuer-Terre sono interessante anche perchè popolano una gap nella distribuzione di raggi degli
Nella nostra Galassia, una frazione piuttosto alta di stelle fa parte di sistemi binari. Ad esempio, lo studio di Duquennoy & Mayor del 1991 indica una frazione del 57% di stelle di tipo solare in sistemi binari, mentre una frazione leggermente minore è attesa per le stelle di massa più piccola. Molti sistemi binari composti da stelle di pre-sequenza sono
La ricerca degli esopianeti e’ condotta usando principalmente due tecniche: lo studio dei transiti e l’analisi delle velocità radiali. Con la prima tecnica la presenza di un esopianeta e’ rilevata da piccole e periodiche variazioni di luce di una stella con pianeti durante il transito dei pianeti di fronte al disco della stella, producendo quindi delle piccole eclissi. Con la
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) La scoperta degli esopianeti gioviani caldi (pianeti di dimensioni gioviane in orbite molto strette attorno alla propria stella) ha rivoluzionato le teorie sul processo di formazione planetaria. E’ ancora argomento di dibattito se questi pianeti si siano formati nelle orbite attuali o a distanze maggiori dalla stella centrale, per poi migrare
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) L’analisi delle velocità radiali è uno dei due strumenti principali a disposizione degli astronomi che vanno a caccia di esopianeti. Questo metodo consiste nel misurare dall’effetto Doppler negli spettri delle stelle osservate la componente di velocità nella direzione di vista, allo scopo di individuare delle oscillazioni rispetto al centro di massa
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) A guardare il nostro Sistema Solare, sembrerebbe che il destino di un pianeta sia quello di girare attorno la sua stella in un’orbita stabile ed imperturbata. Ma se c’è una cosa che la ricerca sui pianeti extrasolari ci ha insegnato, è che non è affatto così. Soprattutto nelle sue prime
di Mario Giuseppe Guarcello ( segui mguarce) L’interesse del pubblico e della comunità scientifica verso lo studio degli esopianeti va sempre più crescendo. Questo soprattutto grazie ai brillanti risultati di missioni internazionali come CoRoT e Kepler che hanno permesso, ad oggi, la scoperta di 3610 esopianeti a cui si aggiungono più di 2000 candidati da confermare (link). La ricerca di nuovi esopianeti è